Guardare l’ADHD con occhi nuovi: un percorso di formazione tra infanzia ed età adulta
Un percorso iniziato con il desiderio di cambiare sguardo sull’ADHD, andando oltre stereotipi e semplificazioni, per arrivare a una comprensione più consapevole e concreta di ciò che significa vivere, da bambini e da adulti, con il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività.
Le prime due serate di formazione, svoltesi il 27 novembre e il 4 dicembre, hanno posto l’attenzione sull’età evolutiva, in particolare per la fascia 3-11 anni, accompagnando insegnanti, genitori, nonni ed educatori in un viaggio tra emozioni, attenzione, funzioni esecutive e strategie educative utili nella quotidianità di scuola, famiglia e tempo libero.
Un focus particolare è stato dedicato ai bambini, ai loro bisogni, alle loro fatiche ma anche alle loro risorse. Bambini che spesso vengono definiti “distratti”, “iperattivi” o “difficili”, ma che in realtà chiedono adulti capaci di leggere i comportamenti come segnali e non come problemi. Come ricordava Maria Montessori:
“Per insegnare bisogna emozionare. Molti però pensano ancora che se ti diverti non impari.”
Un principio che ben si sposa con l’approccio educativo proposto durante gli incontri: imparare a partire dalla relazione, dall’emozione e dal senso, valorizzando i punti di forza di ogni bambino.
La terza serata, tenutasi il 19 gennaio, ha ampliato lo sguardo all’età adulta, sottolineando come l’ADHD non sia un disturbo che “si supera crescendo”, ma una condizione che accompagna la persona lungo tutto l’arco della vita, assumendo forme diverse.
La riflessione sull’età adulta trova un forte riscontro anche nei dati di prevalenza: come emerge dalle stime disponibili, l’ADHD riguarda un numero significativo di persone adulte, confermando che non si tratta di una condizione limitata all’infanzia, ma di una realtà che attraversa l’intero arco della vita.
Fonte:
Elaborazioni di AIFA APS ottenute utilizzando i dati della popolazione al 1 gennaio 2025 sul sito ISTAT e la prevalenza di ADHD, in età evolutiva e adulta, indicata nel Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, quinta edizione – 2013/DSM-5.
ADHD / STIME DI PREVALENZA in Italia e in Lombardia
In Italia, la stima (casi attesi) è di circa 1.265.000 persone con Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività:
- circa 317.000 minori tra i 6 ed i 17 anni con ADHD
- circa 948.000 adulti tra i 18 ed i 67 anni (maggiorenni in età lavorativa) con ADHD
In Lombardia, la stima è di circa 217.400 persone con Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività:
- circa 55.400 minori 6-17 anni con ADHD
- circa 162.000 adulti con ADHD tra i 18 ed i 67 anni (maggiorenni in età lavorativa)
Questi dati mostrano chiaramente quanto sia fondamentale parlare di ADHD non solo a scuola, ma anche nei contesti lavorativi, familiari e sociali.
Durante l’incontro dedicato all’età adulta è emerso come, in assenza di una diagnosi e di un adeguato supporto, l’ADHD possa essere associato a difficoltà importanti: abbandono degli studi, perdita del lavoro, relazioni instabili, trascuratezza della salute e, nei casi più complessi, uso di sostanze o comportamenti a rischio.
Al contrario, una diagnosi tempestiva e un trattamento appropriato possono fare una differenza significativa, permettendo alla persona di costruire un percorso di vita più soddisfacente, sul piano personale, lavorativo e relazionale.
Le tre serate hanno visto ciascuna una partecipazione complessiva di circa 80 persone, segno di un interesse crescente verso una tematica che riguarda da vicino bambini, famiglie, professionisti e l’intera comunità educante.
Questo percorso di formazione non ha offerto soluzioni “pronte all’uso”, ma ha acceso domande, consapevolezze e nuove prospettive: perché conoscere l’ADHD significa creare contesti più inclusivi, in cui ogni persona possa sentirsi compresa e sostenuta.
